Se l’automazione si ferma, la produzione continua: Toyota RAE 250 passa da automatico a manuale con un semplice comando

Blog Se l’automazione si ferma, la produzione continua: Toyota RAE 250 passa da automatico a manuale con un semplice comando

La nuova generazione di carrelli automatici supera una delle principali diffidenze degli imprenditori: in caso di anomalia dell’automazione, il mezzo può essere utilizzato da un operatore come un normale carrello retrattile, evitando il blocco della movimentazione. Efficienza, sicurezza e iperammortamento fino al 43% rendono così l’automazione accessibile anche alle aziende più prudenti.

Quando unimprenditore valuta un investimento nell’automazione, la sua principalepreoccupazione spesso non riguarda soltanto il maggiore costo iniziale. Il verotimore è un altro:

“Sel’automazione del carrello si ferma, rischio di bloccare la movimentazionedella merce e, di conseguenza, anche la produzione.”


È unapreoccupazione comprensibile, perché la continuità operativa rappresenta unapriorità assoluta per qualsiasi stabilimento produttivo.

Con ilToyota RAE 250 questo rischio viene fortemente ridotto grazie a unacaratteristica che rappresenta una vera evoluzione dell’automazione: in caso dianomalia della modalità automatica, attraverso un apposito comando il carrellopuò essere convertito in modalità manuale e utilizzato da un operatoreabilitato come un normale carrello retrattile.

Lamovimentazione può quindi proseguire anche durante la gestione del problematecnico, evitando che un’anomalia dell’automazione determini necessariamente ilfermo della logistica interna o della produzione.

È proprioquesta doppia possibilità di utilizzo — automatico e manuale — a rendere ilToyota RAE 250 una soluzione alla portata anche degli imprenditori più prudentie di quelle aziende che, fino a oggi, hanno rinunciato all’automazione perpaura di dipendere completamente dalla tecnologia.

A questoimportante vantaggio operativo si aggiunge quello economico. La differenza dicosto rispetto a un carrello tradizionale può infatti ridursi sensibilmentegrazie all’iperammortamento che, in presenza dei requisiti previsti, puòabbattere l’investimento finale fino al 43%.

Ilconfronto non dovrebbe quindi fermarsi al prezzo di acquisto, ma deveconsiderare il costo complessivo della movimentazione nel tempo: personalenecessario, numero di turni, ore di utilizzo, tempi di attesa, sicurezza,continuità operativa ed efficienza dello stabilimento.


Sel’automazione si ferma, la movimentazione può continuare

Uno deiprincipali ostacoli alla diffusione dei carrelli automatici è il timore che unguasto o un’anomalia possano bloccare la movimentazione dei materiali e, diconseguenza, rallentare o interrompere la produzione.

Il ToyotaRAE 250 supera concretamente questa diffidenza grazie alla possibilità dipassare dalla modalità automatica a quella manuale attraverso un appositocomando presente sul carrello.

In caso dimalfunzionamento dell’automazione, un operatore abilitato può quindi utilizzareil Toyota RAE 250 come un normale carrello retrattile, continuando amovimentare i pallet, liberando il percorso oppure trasferendo il mezzo inun’area sicura.

L’aziendanon rimane pertanto completamente dipendente dalla modalità automatica: disponedi una soluzione alternativa immediata che permette di mantenere la continuitàdella movimentazione durante la verifica e la risoluzione dell’anomalia.

In presenzadi una flotta composta da più mezzi, le missioni del carrello temporaneamenteindisponibile possono inoltre essere riassegnate agli altri carrelliautomatici, purché il percorso sia praticabile e la capacità residua dellaflotta sia sufficiente.

Lacombinazione di queste due possibilità — passaggio alla guida manuale eriassegnazione automatica delle missioni — riduce fortemente il rischio che ilfermo di un singolo carrello possa arrestare l’intero processo logistico oproduttivo.

Questa èuna delle principali innovazioni del Toyota RAE 250: l’azienda può adottarel’automazione senza rinunciare alla sicurezza operativa e alla possibilità diintervenire manualmente quando necessario.



Conclusioni:l’automazione che non rende l’azienda dipendente dalla tecnologia

La sceltatra un carrello automatico e uno tradizionale non dovrebbe basarsi soltanto sulprezzo di acquisto.

Il carrellotradizionale rimane indicato per le attività occasionali, variabili odifficilmente programmabili. Il carrello automatico può invece generare unritorno economico significativo nei flussi frequenti, ripetitivi e distribuitisu più turni.

La verainnovazione del Toyota RAE 250 consiste però nella capacità di unire i vantaggidell’automazione alla flessibilità di un carrello tradizionale.

Se lamodalità automatica presenta un’anomalia, attraverso un apposito comando ilmezzo può essere utilizzato manualmente da un operatore abilitato. Lamovimentazione delle merci può così continuare senza che il problema di unsingolo carrello determini necessariamente il blocco della produzione.

In unaflotta composta da più mezzi, il sistema può inoltre riassegnare le missionidel carrello indisponibile agli altri carrelli automatici, contribuendoulteriormente alla continuità operativa.

È questa lagrande evoluzione che può rendere l’automazione accessibile anche agliimprenditori più scettici: adottare una tecnologia automatica senza perdere lapossibilità di intervenire manualmente e continuare a lavorare.

A questovantaggio si aggiungono la maggiore regolarità dei flussi, la riduzione deitempi di attesa, il migliore impiego del personale, l’aumento della sicurezza euna gestione più efficiente e misurabile dei collegamenti tra produzione emagazzino.

Dal puntodi vista economico, l’iperammortamento può ridurre l’investimento finale finoal 43%, in presenza dei requisiti previsti, rendendo l’automazione piùsostenibile e abbreviando i tempi di ritorno.

Il ToyotaRAE 250 non è quindi soltanto un carrello che movimenta autonomamente i pallet:è una soluzione capace di automatizzare i processi senza rinunciare allacontinuità operativa e alla flessibilità della guida manuale.